Office core, après-ski, cowboy vibes: con Jean Paul Gaultier FW26 li indossi tutti
Duran Lantink firma una seconda collezione ribelle per la maison, tra hacking d’archivio e personaggi ultra-character driven.
Duran Lantink firma la sua seconda collezione per Jean Paul Gaultier che sembrava un incontro di personaggi provenienti da mondi lontanissimi, eppure perfettamente armonici tra loro. Per la Fall/Winter 2026/27, Lantink ha attinto alla lunga tradizione della maison fatta di contrasti, ironia e trasformazione, popolando la passerella di figure metropolitane dal taglio impeccabile: alcune pronte per le piste da sci, altre per la giungla corporate. Una silhouette da cowboy compariva accanto a un raver. Un banchiere elegantissimo incrociava una femme fatale che sembrava appena uscita per la notte. E naturalmente, due manichini prendevano vita grazie al trompe-l’oeil.
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Per quanto riguarda l’ispirazione della collezione, il punto di partenza è stata una T-shirt in rete vintage dall’armadio personale di Lantink, con l’immagine di Marlene Dietrich. Il suo volto è riapparso più volte in collezione, ribadendo la fascinazione dello show per le figure ribelli.
Lantink ha inoltre riaperto gli archivi della maison. Da un completo gessato di una passata collezione couture è nato un nuovo tailoring scultoreo. Un bomber corto è tornato quasi identico agli originali degli anni Ottanta. I maglioni Fair Isle sono riemersi come strati di base extra aderenti. I confini tecnici si spingono oltre grazie a un tailoring scultoreo evoluto da un punto vita gessato couture del 2016. Lantink infonde nuova vita a un bomber corto del 1985 e trasforma i maglioni Fair Isle del 1990 in strati essenziali, aderenti come una seconda pelle. Persino i pneumatici d’auto in gomma vengono privati della loro funzione originaria e rinascono come accessori di stile.
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Altrove, continuava a emergere la cifra sperimentale del designer: i pneumatici d’auto diventavano accessori e gli abiti in jersey plissé vibravano a ogni movimento.


















