Arte

8 artiste emergenti da tenere d’occhio per la Giornata Internazionale della Donna

Dalla fantascienza erotica femminista di Jessie Makinson alle scene d’amore Black Queer di Sola Olulode — tutte protagoniste del portfolio creativo di Avant Arte.

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8 artiste emergenti da tenere d’occhio per la Giornata Internazionale della Donna

Dalla fantascienza erotica femminista di Jessie Makinson alle scene d’amore Black Queer di Sola Olulode — tutte protagoniste del portfolio creativo di Avant Arte.

Nel 1971, la storica dell’arte americana Linda Nochlin pose la celebre domanda: «Perché non ci sono state grandi artiste?» nel suo saggio che analizzava gli ostacoli istituzionali che impediscono alle donne di affermarsi nel mondo dell’arte. Questo manifesto è oggi considerato il primo tentativo di storia dell’arte femminista, che riconosce il sistema come implicitamente pregiudizievole.

Anche se le cose stanno cambiando gradualmente, la parità di genere è ancora lontana.Il Burns-Halperin 2022 Report ha mostrato che tra il 2008 e il 2020 solo l’11% delle acquisizioni dei musei statunitensi è stato realizzato da artiste che si identificano come donne. Inoltre, tra il 2002 e la metà del 2022, le opere delle donne hanno rappresentato appena il 3,3% delle vendite all’asta a livello globale.

Celebrare l’arte delle donne non dovrebbe avvenire esclusivamente durante la Giornata Internazionale della Donna, ma cogliamo l’occasione per riunirci e mettere in luce alcune delle voci più distintive dell’arte contemporanea, richiamando l’attenzione su chi infrange le regole e cambia le cose, riuscendo ad affermarsi contro ogni previsione.

Abbiamo selezionato otto artiste che si identificano come artiste emergenti dalla piattaforma di Avant Arte (il cui portfolio curato comprende per il 40% donne e persone non binarie) per celebrare l’8 marzo. Per chi non la conoscesse, Avant Arte è un marketplace curato che rende più accessibile scoprire e possedere arte, producendo opere in edizione limitata di importanti artisti contemporanei.

Arghavan Khosravi

Arghavan Khosravi è un’artista visiva e illustratrice americana di origine iraniana che attinge alla propria vita e all’eredità persiana per raccontare la frammentazione dell’identità culturale diasporica. Nota per le sue tele a strati, che spesso incorporano oggetti 3D come auricolari e catene, Khosravi crea opere ricchissime di simboli (come fili rossi e volti celati) che riflettono alcune delle restrizioni subite mentre viveva in Iran. «Non mi interessa perpetuare nozioni di esotismo culturale e raffigurazioni delle donne iraniane come vittime. Piuttosto, il mio lavoro è un veicolo per spostare il potere»,racconta Khosravi.

Esiri Erheriene-Essi

Esiri Erheriene-Essi è una pittrice nata a Londra e con base ad Amsterdam che racconta le storie silenziose della vita Black. «Sono davvero affascinata da molte di queste storie silenziose, quiete»,spiega l’artista figurativa. I motivi legati a figurazione, storia e società che abitano i suoi dipinti di medio e grande formato provengono da una raccolta di fotografie (perlopiù degli anni Sessanta e Settanta) trovate online, nei mercatini delle pulci e talvolta negli archivi di famiglia. Erheriene-Essi restituisce queste vignette di vita quotidiana spesso dimenticate attraverso uno stile impressionista che mette a fuoco l’essenza del potere collettivo e del cambiamento sociale.

Gabrielle Garland

Gabrielle Garland è un’artista con base a New York che reinterpreta in chiave concettuale la natura morta. Il suo lavoro – giocoso e surreale – propone letture astratte di case e interni che lasciano lo spettatore a chiedersi chi vi abiti e come viva. A livello teorico, Garland è soprattutto interessata ai modi in cui ci appropriamo dello spazio e lo perdiamo. Nelle sue parole, «Non voglio imporre un significato preciso a uno spazio o a un dipinto, ma voglio studiare e documentare tutti i modi in cui possiamo esperire lo spazio». Queste riflessioni mettono in luce il paradosso dell’umanità: pur essendo infinitamente diverse e complesse, le persone condividono molte cose; una di queste è il bisogno universale di avere un luogo da chiamare casa.

Jessie Makinson

Jessie Makinson è un’artista nata e residente a Londra che rende omaggio alla fantascienza femminista, al folclore, alla cultura pop e al disegno erotico tra XVII e XIX secolo. I suoi dipinti offrono visioni carnevalesche di un’altra dimensione di decadenza: ibridi femminili umano-animale, maculati come leopardi, con ali da fata e orecchie da folletto popolano spesso le sue tele. Al centro, i suoi personaggi sono figure complesse, pericolose e liberate che mettono in scena le dinamiche di potere tra dominio e sottomissione femminile. «Sono molto indecisa. Contraddittoria, con idee forti, e poi cambio opinione. Credo che i miei quadri siano così – elusivi»,afferma Makinson a proposito del proprio lavoro.

Maiko Kobayashi

Maiko Kobayashi è un’artista giapponese che apre una finestra sulle emozioni attraverso peculiari creature dall’aria infantile. I suoi personaggi esibiscono in modo marcato sentimenti profondi – tristezza, gioia, paura, malinconia – in contrasto con la loro estetica grafica morbida e tenera. Giocando con questo paradosso, Kobayashi costruisce un mondo psicologico interiore in cui chiunque può riconoscersi. «Per me, le creature che invento sono essenziali per realizzare ciò che desidero fare nel campo dell’espressione. Cresceranno man mano che esploro i miei interessi»,spiega Kobayashi. Pur non disegnando mai persone, l’artista utilizza le sue creature per innescare emozioni umane autentiche.

Molly Greene

Molly Greene è un’artista multimediale che esplora identità e dicotomie sociali attraverso uno stile pittorico fluido, quasi surrealista. Elementi organici come capelli, dissezioni scientifiche e piante vengono tagliati e trasformati in oggetti semi-surrealisti che sono diventati la sua cifra. Dal punto di vista di Greene, infatti, «Un ornamento può essere considerato intrinsecamente eccessivo, non essenziale o superfluo rispetto all’oggetto che decora. Eppure, per me il modo in cui ci adorniamo, da come ci vestiamo a come ci muoviamo, è inscindibile dalla messa in scena del sé». Le sue forme ibride ad aerografo mettono alla prova i confini sociali e interrogano cosa significhi essere umani nel mondo contemporaneo.

Sola Olulode

Sola Olulode è un’artista britannico-nigeriana che realizza tele stratificate, oniriche, che offrono rifugio all’amore Black Queer. Come lei stessa racconta, «Desideravo le intimità che avevo con le Black womxn, così ho dipinto molte scene dedicate a quelle relazioni». Lo stile espressionista di Olulode fonde in modo unico astrazione e figurazione: le sue vignette romantiche si concentrano su gesti sottili e quotidiani di intimità e raccontano le fluidità di genere e di emozione. Sfuggendo al tempo e allo spazio, Olulode sospende le sue figure in una dimensione di quiete e amore, svincolata da contesto e politica.

Tschabalala Self

Tschabalala Self è un’artista americana che realizza dipinti, stampe, sculture e animazioni che ricompongono la vita quotidiana. Seguendo la sua filosofia del «non dover usare la pittura per fare un quadro», il processo creativo di Self è intuitivo e profondamente manuale. Pur definendosi pittrice, Self lavora soprattutto con i tessuti – un sapere che la madre e la comunità di donne che l’hanno cresciuta le hanno trasmesso fin da giovanissima. Il suo intento è smentire l’idea che l’artigianato, tradizionalmente associato alle donne, sia meno degno di rispetto rispetto all’arte.

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Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall'inglese.
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