Da quando ha assunto la direzione creativa di Jean Paul Gaultier lo scorso anno, Duran Lantink ha adottato un approccio provocatorio, volto a conquistare le prime pagine e suscitare scalpore (ricordate quel naked suit?).
Questa stagione, Lantink è tornato a mettere il corpo in primo piano, una tendenza ricorrente in questo periodo. Per la Primavera/Estate 2027, Jean Paul Gaultier si è immerso totalmente nel folklore, ma naturalmente con un tocco bizzarro. Il direttore creativo ha mescolato riferimenti tradizionali olandesi e tagli sartoriali netti, l’energia dell’Ibiza anni ‘80 e quel genere di contrasti inaspettati che da Gaultier sono sempre di casa.
“Cercate sempre qualcosa che vi emozioni”, ha raccontato Lantink a proposito del suo approccio. Per la PE27, ciò si è tradotto nell’attingere a un archivio di abiti e stampe della tradizione olandese, per poi rielaborarli con raffinata eleganza. Quadri grafici, tartan e motivi floreali hanno conservato il loro spirito folkloristico, risultando però più luminosi e netti per una nuova generazione.
La collezione emanava un’atmosfera anni ‘80 decisamente stregonesca e baciata dal sole, con ruches che animavano silhouette leggere, un’antica cappa del 1900 circa riproposta in cotone e campanellini ricamati che tintinnavano su jeans, gonne e cappotti. Altrove, un abito in pelle traforata scendeva dalla testa come una parrucca da indossare, perché, dopotutto, siamo da Gaultier.
A riportare la collezione con i piedi per terra, o quasi, ci ha pensato il tailoring. I blazer presentavano spalle inedite proiettate in avanti, giromanica precisi e revers ripiegati a fisarmonica, mentre trench e pantaloni cargo aggiungevano un tocco utility. Gli iconici reggiseni a cono del marchio hanno fatto il loro ritorno declinati in pelle, facendo capolino tra gli strati, mentre il caratteristico scollo squadrato, già visto nella couture di Lantink, è riapparso sui bomber.
E poi ci sono gli specchi. Ad allestire il Palais de Tokyo, riflettevano la collezione da ogni angolazione possibile, dando vita a quel caos controllato che Lantink palesemente adora. Per la PE27, il designer non era interessato a creare abbinamenti perfetti. Ha preferito invece abbracciare l’idea che ognuno di noi si veste in modo diverso a seconda della giornata, e che a volte i look più interessanti sono proprio quelli che non hanno assolutamente senso.
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