Come Jeremy Dell ha creato un beauty look iconico per i personaggi di “I Love Boosters”
Abbiamo parlato con il make-up artist di come ha dato vita all’universo surreale del film.
Dal regista Boots Riley, I Love Boosters si svolge in un universo assurdo, dove una banda di taccheggiatori professionisti si scontra con una spietata imperatrice della moda. Con Keke Palmer, Taylour Paige, LaKeith Stanfield, Will Poulter e Poppy Liu, la make-up artistJeremy Dell ha immaginato un glam massimalista per dare forma all’universo visivo unico in cui vivono i personaggi.
Animato da costumi color caramella e da una miriade di hair look multicolor, I Love Boosters e la sua natura irriverente e giocosa hanno permesso ai dettagli di make-up di trasformarsi in una parte indispensabile del world building del film. Per questo, Dell ha deciso di creare un linguaggio beauty distintivo per ogni personaggio. Per Corvette, il personaggio di Keke Palmer, significava esaltare la sua energia audace con labbra statement e una palette di colori neon.
Maestro dei riferimenti, Jeremy Dell ha attinto alle tendenze beauty di epoche passate per arrivare a un’estetica make-up che lui stesso definisce «espressiva, strana, teatrale ed emozionale — tutto insieme». Grazie alla stretta collaborazione con i reparti costumi e hair design, il glam magistrale di Dell non ha solo influenzato l’immaginario di I Love Boosters in chiave avant-garde, ma è diventato parte integrante del DNA del film.
Di seguito, parliamo con Jeremy Dell del suo lavoro su I Love Boosters e del ruolo che il make-up gioca nel racconto del film.
Sul sognare i look di make-up in I Love Boosters
Quando ho progettato i make-up look per I Love Boosters, desideravo che ogni personaggio avesse un proprio linguaggio beauty riconoscibile, capace di rispecchiarne personalità ed energia. Gran parte dell’ispirazione è nata fondendo riferimenti moda, sottoculture e narrazione emotiva attraverso il make-up.
Corvette (Keke Palmer) è audace, rumorosa e impossibile da ignorare, oltre a essere ossessionata dalle caramelle Happy Rustlers, quindi ho puntato su labbra statement dai colori vibranti e incisivi ogni volta che appariva in scena. Christine Smith (Demi Moore) è l’archetipo definitivo della designer: volevo che il suo glamour risultasse senza tempo e controllato, così abbiamo mantenuto un look classico, con incarnato impeccabile e labbra rosse effetto stain. Sade (Naomi Ackie) è l’amica affidabile che tutti danno per scontata, quindi ho giocato con l’idea che fosse il «sole e la luna» di Corvette. Il suo ombré sunrise eye e il dettaglio a mezzaluna sotto l’occhio sono direttamente ispirati a Erykah Badu.
Mariah (Taylor Paige) incarna un mood boho ma con una vena edgy. Volevo reinterpretare il cat eye in modo inaspettato, quindi invece di allungare l’eyeliner verso l’esterno, lo abbiamo concentrato al centro dell’occhio. Jianhu (Poppy Liu) parte come ragazza di fabbrica e si evolve in una vera fashionista, perciò il suo make-up ha assunto un’energia più espressiva, tra K-pop e suggestioni Harajuku. Violeta (Eiza González) è la fumatrice filosofica e iper-consapevole del gruppo, così mi sono ispirato alla Chula beauty di LA e della Bay Area: sopracciglia sottilissime, labbra contornate e un piercing al setto.
E poi c’è Pinky Ring Guy (LaKeith Stanfield), che ho sempre descritto come una sorta di vampiro incantatore di serpenti. Abbiamo lavorato su occhi vampy e labbra effetto stain per amplificarne l’aura di mistero. Nel film ci sono moltissimi altri look, ma questi sono alcuni di quelli che catturano davvero lo spirito del mondo che abbiamo creato.
Sul processo creativo
L’intero processo creativo è sembrato un sogno, davvero. Lavorare con Boots Riley è stato incredibilmente stimolante, perché fin dall’inizio ha incoraggiato una libertà creativa totale. Dopo aver letto la sceneggiatura e parlato con Boots, ho iniziato a costruire riferimenti visivi attingendo ovunque: epoche diverse, trend beauty, texture, pattern, persino immagini casuali che suscitavano emozioni o curiosità. Da lì, con il mio team abbiamo testato i look in profondità per capire cosa servisse meglio la storia e i personaggi. Ciò che ha reso il processo così esaltante è che nulla sembrava troppo sicuro o troppo limitato: abbiamo davvero potuto sperimentare e spingere il linguaggio visivo oltre.
Sulle vibrazioni assurde del film
Ho adorato il fatto che il film ci desse il permesso di creare un make-up più artistico che realistico. Non stavamo cercando di replicare la bellezza quotidiana: stavamo costruendo un universo amplificato, in cui il trucco diventava parte stessa della narrazione. Questa libertà ci ha permesso di rischiare e prendere decisioni espressive, insolite, teatrali ed emotive — tutte insieme.
Quello che rende speciali, per me, questi look di make-up è che occasioni così capitano raramente — in cui ti viene davvero chiesto di spingerti al massimo creativamente. Ogni personaggio aveva un’identità visiva distinta e siamo riusciti a costruire un intero mondo attraverso la bellezza.
Su come il make-up faccia prendere vita a un personaggio
Il make-up contribuisce in modo assoluto a radicare emotivamente un personaggio. Volevo che i look del loro «mondo reale» sembrassero vissuti e imperfetti — labbra segnate, eyeliner irregolare, pelle non troppo perfezionata. Ma una volta entrati nelle sequenze del colpo, tutto si elevava. Il trucco diventava più stilizzato e cinematografico, per trasportare il pubblico in quella realtà amplificata. Ovviamente, questa trasformazione è stata possibile solo grazie alla collaborazione tra make-up, l’hair designer Jessi Dean e la costume designer Shirley Kurata. Abbiamo affrontato il film come una famiglia, assicurandoci che make-up, capelli, moda e linguaggio visivo complessivo si fondessero in un unico universo coerente.
Su cosa lo abbia attratto inizialmente di I Love Boosters
Per me tutto parte sempre da come una sceneggiatura mi fa sentire, emotivamente. Se rido, mi sento in ansia, ispirato, commosso o totalmente incapace di smettere di leggere, di solito è il segnale che voglio farne parte. Con I Love Boosters, mi sono sentito catturato quasi subito. Quello che mi ha colpito non è stato solo il dialogo, ma le indicazioni di regia e le immagini tra le righe. Boots Riley ha un modo di raccontare così vivido e anticonvenzionale che mi sono sentito ispirato creativamente ancor prima di finire la sceneggiatura.



















