La rivalità inventata tra Blue Ivy e North West
Fin dalla nascita queste baby star vengono messe l’una contro l’altra, ma è ora che la società smetta di proiettare su di loro le proprie insicurezze.
Fin da quando erano neonate, Blue Ivy Carter e North West sono state messe a confronto tra loro da milioni di persone online. Primogenite di alcune delle più influenti celebrities di questo secolo, le loro vite sarebbero comunque finite sotto il microscopio della società, ma di recente quello sguardo si è trasformato in qualcosa di più sinistro e sempre più inappropriato, man mano che queste giovanissime adolescenti crescono e sviluppano personalità, stili e percorsi professionali propri.
Con entrambe costantemente sotto i riflettori, per chi sta online è facile costruirsi un’idea infondata dei loro stili di vita e dei loro atteggiamenti, ma nessuno sembra ricordarsi che si sta parlando di ragazze, né riflettere sulle ripercussioni che quei commenti possono avere su di loro mentre entrano nelle fasi più delicate dell’adolescenza.
Già quando erano piccolissime, i paragoni tra le due affondavano le radici nella negatività. Texturism, featurism e altre sfumature razziali hanno avvelenato il discorso su bambine in fasce, con molte persone pronte a ridicolizzare Beyoncé e Jay-Z per i capelli giudicati “trascurati” e l’aspetto della figlia, usando West come modello di come, secondo loro, Carter sarebbe dovuta apparire. Fin dall’inizio, le due ragazze sono state messe l’una contro l’altra, alimentando un falso senso di competizione e rivalità a cui loro non hanno mai contribuito.
Negli ultimi tre anni abbiamo visto Carter e West più che mai. Carter ha conquistato tutti esibendosi in tour accanto alla madre, lanciando con discrezione la sua nascente carriera da futura star poliedrica. West, invece, sta seguendo le orme del padre e inseguendo una carriera nella musica. Il suo primo EP, N0rth4evr, è uscito all’inizio di quest’anno, e a 13 anni lei è pronta per partire ad agosto per il suo primo tour insieme alla rapper Molly Santana.
In molti hanno detto la loro sul modo in cui le due adolescenti vengono cresciute, sostenendo che sia troppo presto perché facciano tour o inizino la loro carriera. Le critiche e i confronti più recenti, però, hanno a che fare più con il loro aspetto che con il loro talento.
West, pur essendo giovanissima, ha già uno stile molto definito. È in quell’età in cui vuoi sperimentare con il tuo aspetto, tingerti i capelli e indossare qualunque cosa ti sembri cool in quel momento. Il suo look alternative è fatto di capelli turchesi e brillanti, stivali New Rock, outfit oversize total black e decine di finti piercing su viso e mani. Quasi ogni adolescente attraversa una fase simile nel proprio percorso stilistico. L’unica differenza è che West ha i mezzi e la libertà creativa concessa dai genitori per abbracciare fino in fondo questo look.
Ed è proprio questo look ad aver fatto infuriare internet per mesi. Ogni volta che una nuova foto di West diventa virale, seguono giorni e giorni di discussioni in cui si analizza al microscopio ogni dettaglio dei suoi capelli, del suo corpo e dei suoi vestiti, usando la fama dei genitori come scusa per sottoporre una ragazza a un controllo ossessivo.
Alla sfilata Vetements Spring/Summer 2027 a Parigi, West è arrivata con la sua solita uniforme: felpa oversize, minigonna plissé, stivali platform e i suoi immancabili finti piercing. I commenti sono stati deludenti, per usare un eufemismo: molti si sono spinti fino ad accusare i genitori di aver fallito solo in base al suo aspetto. Le osservazioni più emblematiche sono arrivate da chi la metteva a confronto con Carter, che a 14 anni aveva appena partecipato a un evento a New York per celebrare il trentesimo anniversario dell’album di debutto del padre.
Da oltre una settimana, le immagini di Carter dal Met Gala, partite di basket e dalla premiere di Mufasa: The Lion King vengono affiancate agli scatti di West dalla Paris Fashion Week. Come se non bastasse, un video generato con l’AI di West sta facendo il giro dei social, fabbricando una diretta Instagram in cui lei sostiene di avere un “beef” con Carter.
L’ironia? Le stesse persone che oggi usano Carter come esempio di come una teenager dovrebbe apparire e vestirsi, hanno passato giorni online dopo la premiere di Mufasa: The Lion King criticando l’abito di Carter e quella che a loro sembrava una scollatura troppo profonda. Allo stesso modo in cui avevano fretta di screditare Kim Kardashian come madre, Beyoncé è stata attaccata per aver permesso alla figlia di indossare un vestito che, secondo loro, era “troppo da adulta”.
L’adultificazione di entrambe è al centro dei paragoni di oggi. Se da bambine si parlava di capelli e tratti del viso, ora il focus è su come si sviluppano i loro corpi e su come si vestono di conseguenza. Se Carter indossa un abito con scollo a cuore, è un problema. Se West sfoggia t-shirt e felpe extralarge, è comunque un problema.
In questo contesto, nessuna delle due può davvero vincere. Ci sarà sempre qualcuno pronto a osservare al microscopio le loro vite e ogni loro gesto, solo per via di chi sono i loro genitori.
La società continua a oscillare su chi delle due sia la favorita del momento. Per qualche motivo, il giorno in cui West è nata — poco più di un anno dopo Carter — il mondo ha deciso che in cima a questa piramide immaginaria potesse esserci solo una di loro. Quando è diventato chiaro che, crescendo, le loro strade si sarebbero incrociate di rado, le loro infanzie in parallelo sono diventate la nuova ossessione di tutti.
Per anni, West è stata la bebè più amata dal web, con la sua grande personalità e gli outfit adorabili. Quando Carter ha iniziato a seguire le orme della madre, ballando sul palco durante il Renaissance World Tour, è diventata onnipresente online: tutti condividevano e celebravano ogni sua esibizione. Perfino nei momenti di massima gloria in questa gerarchia costruita a tavolino, però, la gente ha sempre trovato qualcosa da contestare e criticare.
In fondo, restano semplicemente due ragazze che non hanno scelto di nascere da alcune delle celebrities più popolari della nostra generazione. Quasi nessuno si chiede come possano sentirsi leggendo quei commenti, soprattutto quelli rivolti ai loro corpi.
L’adolescenza è un periodo complicato per qualsiasi ragazzo: autocoscienza alle stelle, insicurezze e autostima ballerina rendono difficile non prendere ogni commento sul personale. West e Carter sono costrette a vivere tutto questo su una scala astronomica, che una persona comune non potrà mai comprendere. Basta una sola mossa considerata “sbagliata” e migliaia di sconosciuti cancellano la tua umanità, trasformandoti per settimane in un mero argomento di conversazione.
È ora di ricordarci la nostra infanzia e adolescenza e di concedere a West e Carter un po’ di quella stessa comprensione. Confronti, critiche e commenti continui sono del tutto superflui e, a dirla tutta, disumanizzanti. La gente le tratta come bambole o personaggi di fantasia, parlando di loro senza il minimo pensiero per la loro salute mentale e il loro benessere.
Sono cresciute sotto il microscopio della società, ma questo non significa che debbano essere trattate come cavie da laboratorio, smontate pezzo per pezzo e sorvegliate a vista. Dobbiamo lasciare che i bambini restino bambini: il concetto stesso di infanzia e crescita non dovrebbe svanire solo perché i tuoi genitori sono famosi.



















