Come la jewelry designer londinese Emily Frances Barrett ha reinventato le Nike Moon Shoe
Le sneaker cult amatissime hanno appena ricevuto un upgrade definitivo.
Negli ultimi anni, la personalizzazione è diventata una tendenza di punta per gli appassionati di moda, con piccoli charm applicati ovunque, dalle scarpe alle borse fino alle cinture e agli occhiali da sole. Come accade con tutte le tendenze fashion, però, il risultato è stato un’esplosione di nuovi prodotti, peluche e ciondoli di cui probabilmente non avevamo davvero bisogno, invece di usare ciò che abbiamo già a portata di mano.
Una designer che sta facendo esattamente questo è Emily Frances Barrett, artista e creatrice di gioielli originaria di Londra. Il suo processo creativo si concentra sull’uso di oggetti “ritrovati” da personalizzare e reinventare, fondendo le competenze da autodidatta con l’esperienza maturata lavorando con Jake and Dinos Chapman.
Ora ha unito le forze con Nike per reinterpretare la sua iconica Moon Shoe e, qui sotto, ci racconta il suo tipico processo creativo, la collaborazione con Nike e i progetti per il futuro.
Continua a leggere per l’intervista completa.
Nome: Emily Frances Barrett
Città: Londra
Professione: Artista e jewelry designer
Raccontaci che cosa fai e come hai iniziato.
Sono sempre stata una persona che crea cose: fin da bambina realizzavo gioielli con le perline, perché era ciò che, a quell’età, mi risultava più accessibile. Più avanti mi sono avvicinata alla modellistica, alla realizzazione di props e alla produzione di opere d’arte per lavoro, perché adoro i dettagli e lavorare in piccolo formato. Dopo quattro anni di lavoro con Jake and Dinos Chapman ho conseguito un MA alla Central Saint Martins e, in seguito, sono diventata artista in residence a Sarabande, la Lee Alexander McQueen Foundation.
Lì mi sono concentrata sullo sviluppo della mia pratica legata al gioiello e, finalmente, ho avuto un mio studio. Essendo autodidatta, non conoscevo le regole e quindi mi sono orientata verso materiali e tecniche più anticonvenzionali. Negli ultimi anni la mia pratica ha incluso la creazione di gioielli, accessori, oggetti, sculture e collage: è proprio questa contaminazione di linguaggi che definisce il mio modo di lavorare.
Il tuo processo creativo sembra piuttosto complesso e davvero unico. Da dove inizi quando cominci un nuovo progetto?
È un processo molto organico e istintivo. Non ho un modo prestabilito di iniziare: ogni volta è diverso. Le idee arrivano quando meno te lo aspetti, ma con il tempo ho imparato a catturarle, svilupparle e limarle, prima di decidere se sono abbastanza forti da essere portate nel mondo.
Di recente hai collaborato con Nike per la Moon Shoe. Che cosa ti affascina in particolare del design di quella silhouette?
La Moon Shoe è essenziale e pulita: ti permette di inserirci il tuo gusto e il tuo stile, facendola davvero tua. Anche la storia insolita della sua suola risuona moltissimo con il mio approccio sovversivo e giocoso: trovare ispirazione nei luoghi più inattesi è qualcosa che mi rappresenta profondamente.
Quali sono alcuni dei tuoi pezzi preferiti che hai realizzato finora?
La recente commissione per Nike è sicuramente uno dei miei preferiti del momento. Amo reagire a qualcosa che esiste già, trasformarlo e far nascere tutta una nuova narrativa. La “Future Found Moon Shoe Relic” è l’ultimo pezzo di un corpus di lavori più ampio, in cui ho creato oggetti come vasi, una teiera, una tazza con piattino, candelieri e bottiglie utilizzando oggetti trovati in combinazione con pietre, perline e perle d’acqua dolce. Adoro le reazioni che questi lavori suscitano: lasciano uno spazio enorme all’immaginazione, è come se concedessero a chi li guarda il permesso di sognare.
Negli ultimi anni, sembra che la personalizzazione sia diventata una parte importante della moda e dello styling, con il boom di bag charm e shoe charm. Perché, secondo te, sta succedendo?
Credo che le persone stiano davvero ampliando la propria idea di che cosa possa essere un ornamento e stiano cercando nuovi modi per esprimere gusto e stile. I gioielli e gli accessori tradizionali hanno ancora il loro spazio, ma se ripensare che cosa possono essere personalizzazione e individualizzazione permette alle persone di esprimersi in forme nuove e più innovative, allora io sono totalmente a favore! Lo stile è in continua evoluzione, ed è esattamente così che deve essere: progressivo!
Sono solo trend passeggeri o sono destinati a restare?
Temo di non prestare alcuna attenzione ai trend: mi interessa di più se qualcosa sta bene e se funziona. È la sua durata nel tempo a parlare davvero!
Che consiglio daresti a chi vuole aggiungere un tocco di individualità in più ai propri look e alle proprie scelte di stile? Come si fa a distinguersi davvero?
Resta fedele a te stessa, trova il coraggio di credere nel tuo gusto e nella tua opinione, a prescindere dal fatto che sia “cool”, “on trend” o da ciò che pensano gli altri. Prendi ispirazione ovunque la trovi, anche nei luoghi più insoliti: lascia che plasmi il tuo senso dello stile, e sarà molto più probabile che tu crei qualcosa di unico. Se fai solo questo, non avrai bisogno di sforzarti per distinguerti: accadrà in modo naturale.
Infine, cosa ti aspetta adesso nel tuo percorso professionale?
Ultimamente penso molto all’idea di creare nuove storie, più che limitarmi a rispondere a quelle esistenti. Sto sviluppando nuovi approcci alla creazione di gioielli, che probabilmente si estenderanno, col tempo, anche al resto del mio lavoro artistico. Guardo sempre avanti con curiosità, sperimento e provo cose nuove in studio: al momento è tutto ancora sconosciuto, ma è proprio questo che mi spinge ad andare oltre.



















